Gruppo DAB, sistemi di sicurezza

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09 Settembre 2010 | ore 18:27

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Il Gruppo DAB raccoglie grandi soddisfazioni nel primo convegno italiano sulla sicurezza logistica

GruppoDAB | notizia 19/05/2008

Ufficio Stampa Gruppo DAB

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A Roma, nel centro convegni del Polo Tecnologico della Sicurezza del Gruppo DAB si è svolto, per la prima volta in Italia, un importante evento sulla sicurezza logistica, al quale sono intervenuti autorevoli esperti di logistica e sicurezza aziendale.
Il Convegno, patrocinato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Ministero dello Sviluppo Economico, Confindustria, Camera di Commercio di Roma e Ailog, ha visto intervenire, tra gli altri, il Presidente dell’Ailog Domenico Netti, il consigliere ASSORAM Andrea Nuti, Stefano Novaresi e Davide Masciandaro del Consorzio DAFNE.

Dopo i saluti del Presidente del Gruppo DAB, Pierluigi Aloisi, ha aperto i lavori il vice Alto Commissario alla lotta contro la contraffazione, Antonello Colosimo del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha sottolineato l’importanza di tali manifestazioni, dove esperti del settore incontrano le aziende e affrontano problematiche di grande attualità, come la commercializzazione di prodotti contraffatti di diverse categorie.

Nelle cronache quotidiane troviamo sempre più spesso notizie relative a furti effettuati a danno di magazzini, laboratori, aziende, piazzali di smistamento, etc.. E’ in aumento, inoltre, la tendenza ad affidare alcune attività a soggetti esterni all’azienda, come la gestione delle scorte, il trasporto o addirittura alcune fasi produttive. Si contestualizza, in questo panorama, il fabbisogno delle aziende di tutelare i propri beni, sia in forma di prodotto finito che di semilavorato o materia prima. Ciò che si deve sottolineare non è solo il rischio del furto, ma anche la possibilità di manomissione del materiale, sabotaggi, contaminazioni e spionaggio industriale. Tutto questo potrebbe accadere in qualsiasi punto della supply chain, che di per sé, per le sue caratteristiche tecnico-organizzative, rappresenta una catena vulnerabile non semplice da presidiare in modo efficace.

In una prospettiva futura il rischio è che il verificarsi di questa tipologia di eventi possa accentuarsi, favorita da una crescente velocità di trasferimento delle merci, da strumenti in grado di intercettare informazioni (Cyber-crime), da una costante crescita di nuove forme di commercio, come quello elettronico. Se manca un dato certo che rappresenti il fenomeno, alcuni studi evidenziano numeri preoccupanti. La sola distribuzione organizzata registra una percentuale delle differenze inventariali 2007 pari all’1,23%. Di queste, i furti interni dei dipendenti pesano con il 28,4%, quelli dei fornitori per il 7%, mentre gli errori amministrativi ammontano al 13,8%. Altri settori sono ancora più penalizzati, come la filiera del farmaco o dell’elettronica di consumo. Nemmeno per gli operatori logistici la vita è semplice, dal momento che sono i responsabili dello spostamento della merce da un punto a un altro della filiera.
Si può dire che il rischio legato alla sicurezza della merce sia maggiore al crescere dell’incidenza dei seguenti fattori di rischio:

- o flussi logistici poco controllabili, sia interni ai magazzini che esterni (trasporti). Laddove sia possibile tracciare il prodotto e responsabilizzare gli operatori addetti agli spostamenti, allora è possibile ridurre l’incidenza dello smarrimento del la merce;
- o dimensioni del prodotto: gli articoli di piccola grandezza (farmaci, cellulari, elettronica, capi di abbigliamento, etc.) sono quelli maggiormente a rischio, in quanto facilmente occultabili;
o beni di alto valore: la merce particolarmente preziosa o costosa è sicuramente più appetibile;
- o riciclabilità: un prodotto non rintracciabile da un numero di serie o matricola e che magari ha un vasto mercato è l’obiettivo ideale per i malintenzionati vista la facile ricettazione;
- o prodotti “prevedibili”, di moda o di valore legati a una stagionalità: la loro certa presenza nei magazzini costituisce una forte attrattiva per il facile riposizionamento sul mercato.

I rischi correlati ai furti, ai sabotaggi, alle contaminazioni influiscono direttamente sull’immagine aziendale. La vendita di prodotti prima del lancio della collezione “ufficiale”, specie se di note  firme, lo spionaggio industriale, i mercati paralleli: sono tutti casi in cui il danno per l’immagine dell’azienda è difficilmente quantificabile e va sicuramente ben oltre i dati proposti precedentemente relativi ai furti. Dopo il 2001, che ha cambiato la percezione del rischio terrorismo, si deve inoltre sottolineare il rischio di contaminazione di materiale alimentare o la possibilità di sabotaggi, anche per danneggiare pesantemente un concorrente. Si pensi agli episodi di contaminazione dell’acqua minerale con candeggina o, alcuni anni fa, dell’avvelenamento in pieno periodo natalizio di alcuni panettoni di una nota marca.

Diviene quindi  necessario ripensare alla sicurezza delle attività logistiche, che partono dalle fasi di ricezione della merce, allo stoccaggio, al prelievo fino alla spedizione. Devono essere monitorate tutte le singole fasi non prima di avere studiato accuratamente il processo logistico e le eventuali criticità di sicurezza. Tali provvedimenti vanno direttamente a diminuire i costi aziendali e la riduzione dei costi permette di recuperare margini.

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Durante il Convegno sono state presentate soluzioni innovative e un nuovo modello per la sicurezza logistica: numerosi ospiti intervenuti, imprenditori e responsabili della filiera, hanno dato vita ad un interessante dibattito, confrontandosi proficuamente con i relatori, approfondendo le diverse problematiche anche in termini strategici.

In chiusura, il Presidente Aloisi ha ribadito l’impegno del Gruppo DAB per la diffusione di una cultura della sicurezza e ha dichiarato che Redev, azienda di Ricerca & Sviluppo del Gruppo, sta portando avanti progetti innovativi, anche nel settore della logistica, con uno staff di ricercatori altamente specializzati.

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